‘Non sai quanto mi manca’

“Non sai quanto mi manca”

Arturo è seduto. Un pezzo di cartone lo isola dal marmo freddo.
Lì c’è un viavai incessante di gente; è proprio il centro della città.
Tiene in mano un libro, dice che la storia è un po’ pesante ma, forse, lo è meno della solitudine.
Si toglie gli occhiali e comincia a parlare.
Ripete quella storia da anni, forse è reale o forse si è convinto che lo sia.

Poi, ne racconta una vera. Quella che fa ancora male.
“Non sai quanto mi manca” dice.
“Mi cucinava cose buonissime” dice.

Una vita insieme. Ma lei non c’è più da dieci anni: “Non sai quanto mi manca”, ripete.
Ora c’è quel libro, quel marmo e, quando cala la notte, un po’ di coperte e cartoni.
Non c’è più lei, dopo quarant’anni passati insieme. Dopo una vita trascorsa l’uno accanto all’altra.

Ora c’è la strada.
Ci sono i ricordi e i rimorsi: “Se si fosse curata in tempo”.
Ora c’è quella storia – forse inventata o forse vera – a tenergli compagnia.

Giulia

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