Senza nome

Qualcuno mi ha chiesto cosa facciamo al progetto Senza Dimora

La testimonianza di una nuova volontaria

 

I barboni sono degli ingrati.
Capricciosi, permalosi, razzisti.
Gli porti dei vestiti, e loro ti dicono:
«Non lo dare a lui, dallo a me».
E anche: «Questo è da femmina, io non lo metto».
Sono degli spreconi, tu porti da mangiare, e quelli prendono tutto: se poi non gli andrà, lo butteranno, o magari lo venderanno.
Ogni tanto cercano di fregarti, talvolta in un modo così ingenuo che neanche un bambino.

Ma non sono bambini.
Li pensiamo tutti uguali: “i senza tetto”, ma non lo sono, non più di quanto io somigli alla mia vicina di casa.
Sono uomini e donne, persone che hanno pregi e difetti, e meschinità e generosità diverse come ne abbiamo io e la vicina. Certo, le mie meschinità sono meno meschine. O almeno così sembra a me.
Ognuno di noi la pensa così. Il mio schifo è meno schifoso, o almeno è giustificato.

Comunque una differenza c’è di sicuro: la nostra storia. Io non sto per strada. Per dire.
Ognuno ha la sua storia. Finché puoi raccontarla, per chi la ascolta sei Marco, Caterina, Enrico.

Se sei per strada, la racconti sempre meno.
In strada, se ci sei, è perché sei stato sfigato, oppure sei un delinquente. O sei una vittima. O magari sei fuori di testa.
O tutte queste cose insieme.

Hai perso la dignità, sia agli occhi degli altri che ai tuoi.
Hai perso un’utilità sociale, non sei più produttivo. Sei un peso.
Hai perso la speranza.
Hai perso.

Così, dopo giorni, mesi, anni, diventi uno strambo, un pazzo, un invisibile. Un poco di buono. Un puzzolente. Un senzatetto qualunque.

Quando smetti di lavarti è la fine, il prossimo passo è perdere il nome.
Senza nome non sarai più niente.

Potrai essere sfruttato da chi cerca una facile pedina, o usato da chi ormai ti considera un oggetto. Potrai morire senza fare rumore, o vivere nel tuo mondo parallelo finché non perderai anche quello.

Così, vedi, i piccoli capricci per avere dei vestiti della tua taglia, l’avere del cibo anche solo da barattare, il poterti lavare, sono un baluardo contro l’oblìo.
Ti assicura un altro giorno di vantaggio sull’essere nulla.

Avere qualcuno che ti viene a trovare ti ricorda il tuo nome, ti fa tenere la tua storia stretta tra i denti.

Qualcuno mi ha chiesto cosa facciamo al progetto Senza Dimora.
In fondo facciamo questo, cerchiamo di tenere il nome attaccato al proprietario.

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2 pensieri su “Senza nome

    • La nostra Voce Alternativa ha detto:

      Gentile lettore, qualora abbia delle coperte o degli indumenti pesanti li può portare presso la Parrocchia di Santa Monica (a Ostia) il lunedì alle ore 20:00-20:15. I volontari del progetto “Aiuto ai senza dimora” li distribuiranno alle persone bisognose del territorio. La ringraziamo per la sua attenzione.

      La nostra Voce Alternativa.

      Mi piace

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