Manziana

Perché la speranza è così importante?

L’Alternativa Onlus dà il benvenuto ai nuovi volontari durante il ritiro di Manziana

Tutto cambia. Si modifica. Muta. Ci rivestiamo di un turbinio frenetico di impegni, ci teniamo occupati. Eppure non tutto corre così veloce. Ci sono dei posti, nel mondo, dove il tempo sembra fermarsi. Delle oasi dove poterci rinfrescare, scrollarci di dosso la frenesia quotidiana e riacquisire i nostri ritmi naturali. Per noi de “L’Alternativa Onlus“, e per molti altri, questo posto è un casale situato sull’eremo di Montevirginio, nei pressi di Manziana, a circa 70 Km da Roma.

Sono diversi i momenti che contraddistinguono la “Manziana” de L’Alternativa Onlus. Si gioca, si prepara il pranzo e la cena, si apparecchia la tavola tutti insieme. C’è un momento molto profondo di riflessione la sera. Si raccoglie la legna, si accende un falò e si dà il benvenuto ai nuovi volontari dell’associazione che a settembre hanno iniziato a frequentare le riunioni e si sono interessati ai nostri progetti. In particolare quest’ anno accogliamo: Romelia, Lorenza, Cecilia, Margherita, Anna, Chiara, Giulia, Raniero e Pino. Ma, soprattutto, c’è un momento della giornata dedicato al confronto. Ci si siede in cerchio e si dà spazio al dialogo.

Il tema che abbiamo scelto di trattare quest’anno è: “La speranza è appesa a un filo“.

Non c’è più rispetto per l’altro, la morte è diventata banale, tanto che uccidere è una modalità per risolvere un problema.”

Oggi domina la cultura del nemico: la superficialità porta l’identità a fondarsi sul nemico

Vittorino Andreoli

Vittorino Andreoli dipinge, dunque, un quadro preciso della nostra società attuale. Come si fa ad avere ancora fiducia nel prossimo? Non sarebbe più facile chiudere gli occhi, guardarsi la punta dei piedi e sprofondare con la testa nel proprio maglione facendo finta che non sia successo nulla? È facile scoraggiarsi, in particolare quando non si vedono i risultati dei propri sforzi. Vediamo un continuo ripetersi ciclico di eventi. La violenza, il razzismo, l’indifferenza, contrapposti alla lotta per i diritti dell’uomo, la pace, il fare informazione. Come facciamo ad avere speranza, consapevoli che queste dinamiche continueranno a perpetuarsi? Essa è appesa a un filo.

Proprio come dei funamboli, i volontari, si destreggiano su questo filo, attenti a non farlo spezzare. È necessario prendersi un momento per pensare. Riflettere sui nostri intenti e le nostre motivazioni. Ricaricarsi attingendo a piene mani dai principi fondanti che guidano le nostre azioni di volontariato. Dobbiamo essere consapevoli che la vera lotta che portiamo avanti è uno scontro di valori. Non c’è un nemico fisico da sconfiggere ma il buio che ci circonda. Ecco perché siamo un faro. C’è bisogno di modelli positivi. C’è bisogno di offrire un’alternativa alla cittadinanza. È possibile tendere una mano all’altro. È possibile non essere indifferenti. È possibile essere uomini di pace. Ecco perché continuare le opere di volontariato e interessarsi al prossimo. Ecco perché è necessario non perdere mai la speranza.

Jacopo De Luca

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...